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Laboratorio Appennino Parmense intervento di Giuseppe Vignali direttore Parco Tosco Emiliano

Giuseppe Vignale Parco Tosco Emiliano

Laboratorio Appennino Parmense 30.9.2025

GIUSEPPE VIGNALI direttore PARCO TOSCO EMILIANO – intervento  Laboratorio Appennino Parmense

“Il parco nazionale dell’Appennino è un parco nazionale nuovo in fondo perché è dal 2001 che è nato, è un parco che attualmente ha 13 comuni, è un po’ un’entità speciale nel senso che è uno delle poche che ha il baricentro sull’Appennino perché noi abbiamo otto comuni in Lunigiana e Garfagnana, adesso ne avevamo otto in Emilia ma quattro si sono uniti, quelli del Ventasso, quindi adesso ne abbiamo cinque, il territorio è rimasto lo stesso. Abbiamo dei nuovi comuni che entreranno, quindi ci sarà qualche comune nuovo, quindi lo espanderemo ulteriormente nella zona del Passo dei Carpinelli che è un passo che c’è fra la Garfagnana e la Lunigiana e poi può darsi qualche cosa verso il Reggiano. A Parma abbiamo due comuni, Munch e Corniglio, quindi non siamo molto rappresentati, ma lì c’è un altro parco dal quale questo parco nazionale è nato, quindi era nato il parco di Centolaghi, una parte, la parte più alta, quella di Crinale è lì, quindi noi abbiamo il baricentro sull’Appennino, l’Appennino è quello alto, quello dove ci sono le difficoltà maggiori sicuramente di popolazione, di difficoltà di comunicazione, eccetera.

Poi però coordiniamo anche una riserva della biosfera che è un riconoscimento dell’UNESCO, che è molto più grande, 500 mila ettari, 80 comuni, Modena, Reggio Emilia, Parma, Lucca, Massa e un comune, Luni, che è in provincia di La Spezia, quindi 80 comuni e diciamo che questa è un po’ la nostra palestra per mettere in campo le politiche, perché il parco nazionale ha i suoi finanziamenti, è un soggetto giuridico, ha un bilancio di circa 20 milioni, dei quali la maggior parte sono soldi che cacciamo noi, perché abbiamo un milione e mezzo di risorse che ci dà il Ministero, gli altri 10 o 20 sono quelli che ogni anno riusciamo a prendere sul mercato dei progetti sostanzialmente. Noi siamo stati abituati così fin dall’inizio, i comuni hanno fatto un cammino diverso, si stanno abituando molto adesso, soprattutto col PNRR, noi l’abbiamo praticamente sempre fatto, siamo anche privilegiati, perché abbiamo delle materie più specializzate. Ci occupiamo adesso della cartellina, c’è un documento perché la riserva della biosfera sta facendo il proprio action plan, che non è una pianificazione di carattere urbanistico, ma è un insieme di progetti che vorremmo mettere in campo nei prossimi 10 anni, quindi molto ambiziosi 10 anni, poi il mondo in 10 anni cambia totalmente.

Diciamo che lì poi ci saranno delle priorità e non è che dipendano poi dal punto di aggregazione, perché non è che la riserva della biosfera ha una sua forza per non avere un suo budget, quindi dipende da chi li propone, quindi tutti noi, perché la riserva vive sulla base delle iniziative dei singoli e poi noi possiamo aiutare a mettere in campo queste azioni. Il Parco Nazionale ha tanti progetti, un po’ su tutto, oggi ci sarà anche Claudio, è stata un po’ la culla delle cooperative di comunità, perché è vero che le prime sono nate, le più importanti, diciamo, nell’Apennino Reggiano e sono delle bellissime storie, quella della Valle dei Cavalieri è succiso, sono ormai molti anni che vanno bene, quando un soggetto vive per una ventina d’anni senza fare dei guai e continua a crescere, vuol dire che le basi sono buone, abbiamo anche i briganti del Cereto, sempre al Cereto, e adesso ne sono nate delle nuove, per esempio quella di Rigoso, sicuramente una delle più, in questo momento, delle quali per noi è un vanto. Abbiamo anche altre cose, per esempio ci sono delle cooperative di comunità diverse, anche queste che possono dare un contributo importante, come Sigiri, che invece è in Lunigiana, che però si occupa di turismo, viene anche dalla nostra zona, per esempio questa è un’ottima esperienza nel campo del turismo.

Facciamo delle cose, secondo me, interessanti anche nella gestione dei boschi, abbiamo questo progetto speciale, che è riferito ai crediti di sostenibilità, quindi noi vendiamo i servizi ecosistemici generati dalle foreste alle imprese e questo ha due vantaggi, che mettiamo in circolo un po’ di risorse, per ora non grandissime risorse, sotto il mezzo milione di euro, però quasi mezzo milione di euro, che distribuiamo ai proprietari dei boschi e che comunque possono ricavare una parte del reddito anche dalla vendita di questi crediti. Questa è sicuramente un’esperienza interessante che si può allargare, divulgare, diventare un po’ una palestra anche per altri soggetti. Da ultimo, noi siamo stati in Cina, noi non andiamo in giro di solito, però le riserve della biosfera fanno una riunione ogni dieci anni, quest’anno è caduta in Cina e tutte insieme si cerca di redigere un documento per la gestione di dieci anni di piano.

Delle riserve della biosfera che nel mondo sono più di settecento, circa quattrocento sono di montagna e anche lì, insomma, la cosa fondamentale è stato il capitale umano, in sostanza, la ricetta poi per riuscire a vivere bene nei posti, chiaramente in modo sostenibile però, investire sul capitale umano. Noi abbiamo portato un contributo speciale sui giovani e l’inserimento alle pari opportunità, quindi le donne che nel mondo hanno un scenario molto variegato. Da noi qualcosa siamo riusciti a fare, nel mondo le situazioni sono molto diversificate, comunque sicuramente il capitale umano è il punto dove investire.

E Unesco, che è un’agenzia internazionale che si occupa di educazione, scienza e cultura e pace, quindi diciamo che adesso è anche un momento importante per l’Unesco, fa questo mestiere perché di fatto in priorità è quello. Quindi questo è quello che volevo dire, qua ci sono dei nostri materiali, io sono a disposizione per tutte le domande, se c’è bisogno di usare la nostra esperienza che ormai è lunga, volentieri siamo qui“.

GROPPI CESARE

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