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Una vita donata all’Africa Equatoriale: Suor Giuseppina Becchero, frontiera di speranza –  di Pierangelo Panozzo

MARIA AUX

Una vita donata all’Africa Equatoriale: Suor Giuseppina Becchero, frontiera di speranza  

di Pierangelo Panozzo

C’è una frontiera invisibile che non divide territori, ma separa l’indifferenza dalla cura. Su quella linea, da oltre quindici anni, cammina Suor Giuseppina Becchero, per tutti Suor Giusi, missionaria salesiana partita da Torino e oggi punto di riferimento educativo nel cuore dell’Africa equatoriale.

La sua è una scelta radicale: vivere accanto ai giovani più fragili, trasformando la speranza in gesti concreti quotidiani. Dopo i primi anni in Camerun, dove imparò che prima di insegnare bisogna ascoltare, oggi opera soprattutto a Malabo, nella Missione Maria Auxiliadora.

Qui emerge un elemento fondamentale: la forte sinergia tra la missione e le autorità locali. Numerosi ministeri e la Municipalità collaborano attivamente, contribuendo alla riuscita delle attività educative e sociali. Una cooperazione che rende la missione parte viva della comunità.

L’impegno di Suor Giusi va oltre la scuola: raggiunge periferie, famiglie fragili e giovani senza opportunità. La sua esperienza in contesti segnati da conflitti le ha insegnato che la fiducia nasce lentamente, con presenza costante e pazienza.

Per lei la missione respira grazie a due “polmoni”: la comunità locale e la rete di benefattori nel mondo. Insieme rendono possibile un’educazione che non è solo istruzione, ma dignità, autonomia e futuro.

In un tempo che racconta l’Africa soprattutto attraverso crisi e difficoltà, la vita di Suor Giusi ricorda che la speranza nasce dalla fedeltà ai piccoli gesti quotidiani.

Silenziosamente. Instancabilmente. Ogni giorno.

Pierangelo Panozzo

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