FORNOVO incontro per fermare la VELUTINA, la vespa predatrice degli alveari – dalla Liguria è arrivata in alta valle e sta scendendo in Pianura – Intervista al presidente Apicoltori Parma-Reggio

In Sala civica a Fornovo gli apicoltori del territorio si sono incontrati per fronteggiare la minaccia della vespa predatrice Velutina. Prossimi incontri a Langhirano, Corniglio, Albareto, Bardi e Bedonia – Si cercano collaboratori per segnalare la presenza dell’imenottero per distruggere i nidi con la loro regina.

Reggiani Roberto presidente apicoltori Parma-Reggio INTERVISTA

“Fondamentalmente la presenza della velutina adesso è concentrata soprattutto nell’alta valtaro e la velutina lupo, come va? Adesso è riuscita a passare, a svalicare ed è arrivata chiaramente in alta valtaro e da lì sta scendendo verso la pianura e si sta diffondendo un po’ lungo tutto il crinale. Almeno quest’anno, rispetto agli anni passati, abbiamo riscontrato e trovato più nidi di velutina e soprattutto diverse serenazioni da parte di apicoltori. Guardando la cartina c’è Varsi che è un’anomalia, nel senso che ha cercato… Ma le dico, anche a noi fa venire un grosso dubbio questo, perché tutto attorno, nei comuni limitrofi si è stata riscontrata la presenza di velutina, invece lì nel comune di Varsi attualmente non ci sono serenazioni.

VARSI ISOLA BIANCA

Sembra strano anche a noi, infatti è uno dei motivi per cui faremo nei prossimi mesi, nei prossimi giorni faremo degli incontri in quella zona lì per riuscire a trovare e a recuperare, appunto a soldare, mi permette il termine, dei rilevatori, cioè dei cacciatori, come li chiamo io, di velutina. Nel senso di persone che si prestano e ci possano dare una mano all’identificazione e soprattutto al monitoraggio tramite trappole della possibile presenza di questo tipo di insetto in questi territori, perché sicuramente c’è. È che non è stato segnalato e quindi a noi occorre riuscire ad avere delle evidenze per riuscire a mettere in atto proprio le diverse attività di distruzione, di controllo di questo tipo di parassita.

AUTOSTRADA VEICOLO PER LA VELUTINA

Fornovo è importante perché chiaramente è una zona fulcro, cioè dove si ha la confluenza chiaramente del Taro, del Cenope, quindi di due vallate e soprattutto l’altra cosa che è fondamentale è che qua c’è uno snodo dell’autostrada e chiaramente questo tipo di insetto può essere trasportato accidentalmente, chiaramente dai mezzi di trasporto, che siano camion, macchine, e può fare parecchi chilometri. Chiaramente arrivando qua appunto all’autostrada della Cisa, che parte e prende… Viaggia in autostrada? È chiaro, eh sì, viaggia trasportato in autostrada, si è evoluta, sì. Solitamente lei, come dire, con i propri mezzi, cioè con le proprie ali, si sposta all’incirca, si dice che può compiere voli che arrivano a distanza anche di 20 chilometri, che possono raddoppiare, o triplicare, o quadruplicare addirittura come spostandosi chiaramente a bordo e trasportata tramite altri mezzi che possono essere camion, macchine, insomma, le cose più disparate.

IMPORTANTE E’ SEGNALARE LA PRESENZA DELLA VELUTINA CON LE COORDINATE  GEOGRAFICHE

È importante comunicare con noi perché così possiamo attivarci sul territorio, provare a monitorare, come dire, e far sì di riuscire a identificare la presenza dei nidi per riuscire a devitalizzarli e far sì che questo parassita possa non diffondere sul territorio, perché non è una minaccia unicamente per le api e quindi per gli apicoltori, ma soprattutto per tutti gli impollinatori selvatici anche. Quindi capite bene che nell’alta montagna, nelle nostre montagne, dove praticamente la grande maggioranza è fatta di boschi, c’è la presenza chiaramente di api o di apicoltori è inferiore rispetto alla presenza di insetti prognosi selvatici che sono apoidei selvatici come ad esempio le osmia e così. Quindi il fatto che ci sia un parassita di questo tipo che prenda piede in questi ambienti fa sì che può essere un danno appunto per l’ecosistema.

I DANNI AGLI ALVEARI
Chiaramente per gli apicoltori il danno è quello che fondamentalmente quando questo insetto arriva e parassitizza, come dire, si trova, si insedia in un areale, tenete conto che inizia in alcuni periodi la pressione, cioè la cattura di api è elevata in quanto come dire per allevare le proprie larve utilizza proprio carne, deve avere cibo che è carne e quindi utilizza appunto le ape, gli altri insetti da dare a mangiare alle proprie larve. Per cui in alcuni periodi dell’anno, soprattutto da luglio, agosto e settembre, la pressione di questi insetti, di questi parassiti, la velotina sopra gli apiari è intensa e chiaramente la velotina ha un vuolo particolare, viene riconosciuta dalle api e chiaramente capiscono la minaccia per cui cosa succede? Succede che le api non escono. Quindi sono i periodi in cui normalmente in queste zone viene fatto raccolto, quindi è un danno per gli apicoltori perché chiaramente le api non escono fino a quando c’è la presenza di velotina lì davanti, proprio le proprie arnie, perché cerca di attaccare le api in vuolo e di perdarle in questa maniera per cui rimangono dentro, quindi automaticamente decade il raccolto, diminuisce il raccolto e diminuisce quindi la possibilità da parte degli apicoltori di fare la propria attività.

MICROCHIP PER INDIVIDUARE IL NIDO
In più, su apiari o comunque su colonie che sono deboli, il fatto che la velUtina possa attaccare preferenzialmente questo tipo di famiglie fa sì che porta molto spesso alla morte o al collasso di famiglie stesse. Per individuare i nidi attualmente, negli anni, la tecnica si è evoluta, fondamentalmente si catturde, per quello che è importante riuscire a monitorare e capire dove sono le velutine, si cattura una velutina, viene montato su questa velotina un piccolo microchip, un tag, viene chiamato in gergo, e poi viene liberata questa velotina e viene inseguita tramite delle antenne e ci portano fino al ritrovamento del nido, perché capite bene che ad occhio nudo o con dei cannocchiali, è difficile vederlo perché tende a fare i nidi all’interno della vegetazione, quindi degli alberi, soprattutto nelle cime degli alberi, quindi a distanza che sono altezze che sono ragguardevole. Tramite queste antenne si localizza il nido e dopodiché ci sono delle strutture particolari, delle attrezzature particolari che servono per andare a debetalizzare questo nido.

PROSSIMI INCONTRI CON GLI APICOLTORI

Dopo Fornòvo, il prossimo incontro verrà effettuato la prossima settimana, il 21, e saremo all’Anghierano, dopodiché invece la settimana dopo, cioè il 28, sabato 28, invece andremo nell’alto appennino in provincia di Reggio, Castelnuovo-Monti. Fate anche Corniglio, Albareto e Bardi? Sì, faremo anche Corniglia, Albaretto e Bardi, l’ultimo è a Bedogna, penso c’è il secondo sabato di marzo. Sì, visitando il sito www.associazioneapicoltori.org di Reggio Parma è possibile trovare tutte le date dei diversi incontri.

O anche su Instagram, su Instagram e Facebook. . Il mio collega invece che ha spiegato in sala è il nostro tecnico è Paolo Guidotti.

L’altro collega  Simone Carboni, che invece è un apicoltore che è di Parma, ma ha un apiario anche nelle zone alte, Albaretto e Borgotà, quindi lui fa come responsabile tecnico di quelle zone”.

GROPPI CESARE

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