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Varano Melegari – Eccidio del Dordia – le primi indagine del Tenente dei Carabinieri di Salsomaggiore Carlo Alberto DALLA CHIESA – intervista allo storico Marco Minardi

Dordia lastra pietra

Varano Melegari 11 Gennaio 2026A Varano Melegari parlare dell’Eccidio del Dordia (10 Gennaio 1945) è stato un tabù per decenni. Molte testimonianze si sono perse. Ma non le indagini di allora

Marco Minardi storico già direttore dell’ISREC di Parma

All’immediato dopo guerra, le indagini avviate dalla questura di Parma per capire cos’era accaduto, visto che le versioni attorno alla strage del Dordia erano varie, la questura di Parma si rivolge in larga parte alle caserme dei Carabinieri, in particolare una delle testimonianze di un partigiano, anche lui che cercava di sfuggire al rastrellamento, ma non all’interno della casa (Casa Corsali), si nascose all’esterno, asseriva di aver assistito a un incontro tra alcuni dei rastrellatori con dei cittadini, dei civili (di Varano Melegari) e che avrebbero indicato dove era la casa Cornali, che loro cercavano.

Questa particolare indagine venne affidata ai Carabinieri di Salsomaggiore, che la documentazione è molto ancora scarna, ancora incompleta, però un paio di documenti mostrano come i Carabinieri di Salsomaggiore ritennero quella testimonianza errata, anzi sviante e suscettibile denuncia di calugna, ossia sostanzialmente una testimonianza non veritiera.

Ovviamente come tutti i documenti vanno presi per quello che sono e vanno affiancati e incrociati con altri, vediamo se salta fuori qualcos’altro.

Di certo quel documento però recava una firma di colui che aveva seguito le indagini, che noi oggi possiamo ritenere assai valida, era quella del tenente Carlo Alberto Dallachiesa, il futuro generale Dallachiesa, che in quel periodo operava nella Caserna dei Carabinieri di Salsomaggiore e l’esito della sua indagine non lascia dubbi, secondo lui, e credo che si possa ritenere corretta.

(il partigiano) Sviava le indagini e che era suscettibile di calunnia, e poteva essere processato”.

MARCO MINARDI “Adesso sono in pensione però continuo a fare ricerca storica.

Proseguo quella cosa che già facevo prima. Adesso sto lavorando a un libro sulla resistenza.

 

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