Parmense.net

L’Ansa dei graniti: Guglie e ofioliti lungo il Ceno

C’è un posto in cui, fin da bambina, quando passavo in macchina con i miei genitori, avrei tanto voluto fermarmi e scoprirlo, andare ad esplorarlo e, per anni, l’ho sempre guardato con occhi sognanti come se davanti a me si stagliasse il Grand Canyon.

È passato diverso tempo da quelle prime volte in auto, ma, qualche settimana fa, finalmente, son riuscita a fermarmi e dedicare un po’ di tempo a questo luogo.

Sto parlando dell’Ansa dei Graniti e le rocce granitiche che costeggiano le sponde fluviali del torrente Ceno da entrambi i lati del ponte Raffi, a Bardi.

Arrivarci è molto semplice, da Bardi infatti, si prosegue in direzione Bedonia per poi trovare, a sinistra, sulla strada principale, una stradina che va verso il basso con annesso cartello indicante proprio il posto di cui sto raccontando.

Lasciamo la macchina e ci incamminiamo, il percorso è breve e sul sentierino che costeggia il torrente e porta alla roccia principale troviamo dei vecchi cartelli ormai sbiaditi, alcuni rotti, ricoperti da muschio e talvolta muffa che dovrebbero raccontare la storia del luogo e le sue caratteristiche morfologiche e floro-faunistiche.

I nostri passi ci portano ben presto a scoprire la guglia principale utilizzata anche come palestra di roccia.

Si tratta di un granitoide al cui interno si nascondono altre rocce argillose e calcaree ed è molto suggestivo vedere questo grosso masso circondato, da un lato, dal verde della vegetazione e, dall’altro, l’acqua e il letto del torrente.

Spostandoci un po’, dal lato opposto del ponte, questa volta salendo verso l’alto, possiamo raggiungere la sommità di un costone ofiolitico e ammirare la stretta valliva che ospita il corso del torrente.

Il panorama che si estende davanti a noi è meraviglioso, dall’alto tutto prende un aspetto diverso, quella posizione riesce a farti sentire piccolissimo e, contemporaneamente, come se fossi in cima al mondo. 

In alcuni punti bisogna porre attenzione a causa della larghezza della roccia che diventa anche abbastanza sottile e, in una giornata di vento, potrebbe causare qualche complicazione. 

Questo, come molti altri luoghi delle nostre valli, ha una notevole importanza geologica trattandosi di un geosito con interessanti affioramenti e morfologie legati alla presenza di lembi ofiolitici e rocce granitiche.

La valorizzazione di luoghi come questo, che può partire semplicemente attraverso la manutenzione di cartelli informativi già presenti sul posto, è un fondamentale mezzo di educazione territoriale, ambientale e culturale. Valorizzare il territorio è un modo per considerarlo e mostrare il suo vero valore, non solo agli appassionati ma a tutti coloro che hanno la curiosità e la voglia di scoprire il mondo e la sua storia. 

 

Exit mobile version