Pedemontana: è lotta all’evasione fiscale e alle infiltrazioni mafiose

Al via il progetto dell’Unione che prevede l’acquisto di un software per rilevare situazioni sospette, e azioni sui giovani per diffondere la cultura della legalità

Da una parte c’è la repressione di reati fiscali e immobiliari, attività predilette dalle mafie nel Nord Italia, con l’utilizzo di mezzi informatici avanzati. Dall’altra, c’è la promozione della cultura della legalità, soprattutto nelle giovani generazioni, i cittadini adulti del domani.

Si muove su un doppio binario il progetto “Rispettiamo la Costituzione attraverso le investigazioni di legalità”, realizzato dall’Unione Pedemontana Parmense e capace di ottenere un contributo da 20mila euro dalla Regione Emilia-Romagna, su un costo totale di 36mila euro. Fondi deliberati lo scorso 5 luglio dalla Giunta Bonaccini nell’ambito degli accordi di programma previsti dalla Legge Regionale 18/2016 “Testo unico per la promozione della legalità e dell’economia responsabili”, che ha stanziato contributi per un milione di euro a favore di 39 progetti che dovranno concludersi entro fine anno. E quello che verrà realizzato in Pedemontana, punta a riaffermare con forza quanto sancito nell’Articolo 53 della legge fondamentale della nostra Repubblica: “Tutti sono tenuti a concorrere alla spesa pubblica in ragione della loro capacità contributiva”.

Un principio troppo spesso tradito,  che l’Unione intende far rispettare con un’attenta attività investigativa attraverso l’utilizzo di un software, quel sofisticato “Cruscotto della legalità” illustrato l’8 luglio scorso al Convegno intitolato Approccio strategico alla sicurezza ed alla legalità” che si è svolto al Castello di Felino. Uno strumento attualmente sperimentato nell’Unione Terre d’Argine, che consente verifiche fiscali e controlli incrociati su operazioni finanziarie e immobiliari, attraverso la condivisione dei dati in possesso degli enti pubblici, come Comuni, Agenzia delle Entrate, Catasto e la collaborazione con Prefettura, Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e associazioni di categoria. Con pochi e semplici clic, sarà possibile effettuare ricerche basate su dati anagrafici, immobili, attività commerciali, edili e produttive, dalle quali possono emergere, ad esempio, incongruenze tra il reddito e il tenore di vita, oppure situazioni sospette.

Ad utilizzare il software saranno gli agenti della Polizia locale Pedemontana, che verranno opportunamente formati per potere effettuare i controlli telematici.

Un’ulteriore professionalizzazione del Corpo, guidato dal comandante Franco Drigani, che grazie all’organizzazione a livello di Unione ha potuto creare nuclei sempre più specializzati. Il “Cruscotto”, andrà inoltre ad aggiungersi ad altri strumenti tecnologicamente all’avanguardia, come “Vigilium”, il software che attraverso la raccolta delle segnalazioni di reati consente di elaborare analisi predittive, e la fitta rete di videosorveglianza “Occhi vigili”.

Ma oltre alla repressione dei reati, il progetto punta anche alla prevenzione. In tutti i comuni della Pedemontana verranno infatti realizzate iniziative per sensibilizzare i cittadini, giovani ma anche adulti, sui concetti di legalità, giustizia, diritti e doveri. Verranno inoltre illustrati i metodi utilizzati dalla criminalità organizzata per infiltrarsi nel tessuto economico e sociale di una comunità, ma anche le azioni e le soluzioni messe in campo, come la legge sul riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alla criminalità organizzata e i progetti di anticorruzione nelle Pubbliche Amministrazioni.

 

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