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Covid-19 tra i nativi americani dai Lakota Sioux ai Navajo nelle riserve tra miserie e malattie

Covid19 tra i nativi americani la strage degli indiani Navajo

18-5-2020 COVID-19 come un lupo tra i nativi americani. Le sue prede sono i più deboli, gli ammalati, i lontani dal gregge, gli isolati e abbandonati.

Le nostre vallate sono legate alle comunità italiane all’estero e in particolare la Val Taro anche ai popoli bistrattati come gli indiani d’America, ne è esempio il gemellaggio tra Berceto e la tribù degli Lakota Sioux. Anche loro fortemente colpiti dal Corona-virus.

Questi popoli isolati in vaste e immense riserve, sembrerebbero i più avvantaggiato contro il contagio. Ma non è così. Sopratutto gli oltre 100.000 Navajo sparsi tra Arizona, New Mexico Utah si contano migliaia di contagiati e centinaia di morti.

Il ciclone del lupo Covid, un nuovo regolatore dell’equilibrio umano, scappato o lasciato uscire dai laboratori virali segreti di ricerca d’avanguardia internazionali, sta mietendo vittime nelle praterie d’America. Come in passato dal piombo all’ l’alcool, non c’è pace per questi nativi d’America senza elettricità, acqua, pessima igiene e niente strutture mediche.

Ammalati di diabete e asma, rilegati a gestori delle bellezze naturali americane come lo stupendo canyon sotterraneo dell’Antelope, sono i più colpiti dal contagio, dallo stesso turismo di massa, la loro fonte principale di sopravvivenza.

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