Sabato a Chiavari si parlerà della Chiesa di Casanova di Bardi.

In pochi nel parmense, ed ancor meno in città, immaginano quanto sia vicina la provincia di Genova al nostro Appennino.

Noi ragioniamo attraverso le strade che percorriamo, quindi la zona del Tigulio: Rapallo, Chiavari, Lavagna, Santa Margherita Ligure e Portofino chi sembrano mete con cui non abbiamo nulla a che fare. Invece NO il nostro appennino è molto vicino a queste zone basti pensare che da Santa Maria del Taro servono poco più di 40 minuti per arrivare a Chiavari e poco meno di due ore per arrivare a  Parma .

Alla luce di tutto ciò non deve stupire che :

sabato 29 settembre a Chiavari si parlerà della Chiesa di Casanova di Bardi e della val Taro.

Di seguito un estratto dal sito www.tigulionews.com Per leggere integralmente il pezzo potete cliccare sul link a fondo pagina

Con una Giornata di studi che si terrà nella sala Ghio-Schiffini della Società Economica di Chiavari sabato 29 ad iniziare dalle ore 10 si concluderà il secondo ciclo degli “scambi culturali” fra il Tigullio e la Val di Taro avviato lo scorso anno su iniziativa dell’Istituto di Studi Liguri Sezione Tigullia, della stessa Società Economica e del Centro Studi Cardinal Casaroli di Bedonia con l’apporto organizzativo del Lascito Cuneo di Calvari.
Com’è noto, Santa Maria del Taro, comune dal quale parte la val di Taro, è per lingua, tradizioni, vicinanza, più legata al Tigullio che alla provincia di Parma. Nel corso della II Guerra, furono molto intensi gli scambia tra costa e val di Taro, sia per la guerriglia partigiana sia per gli scambi commerciali tra le famiglie, con scambio libero tra sale, pesci etc. e carni e formaggi.

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Un tema sarà quello affrontato da Sergio Gabrovec, noto soprattutto per le sua accurate ricerche negli archivi parrocchiali dell’alta Val di Vara e per le relative pubblicazioni. L’argomento è la chiesa di Santa Maria Assunta di Casanova, un edificio di antica origine che è stata la primitiva pieve di Bardi, declassata allorchè il capoluogo col suo grande maniero ha preso il sopravvento.

Ma per concludere la serie degli interventi non potrà mancare qualche informazione sull’ormai famoso “Masso di Cichero”. Il prof. Mennella e i suoi collaboratori lo stanno studiando ma ancora non sono in grado di decriptare le sue enigmatiche incisioni. Ne parlerà pertanto Renato Lagomarsino, che si limiterà a raccontare l’avventurosa storia del suo ritrovamento a partire dalla prima incerta notizia avuta sessantacinque anni or sono.”

 

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