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Valmozzola ricorda l’eccidio dei ragazzi del Monte Barca

A pochi giorni dalla presentazione del libro di Luigi Leonardi, “i ragazzi del Monte Barca” al Museo della Resistenza di Mormorola, sabato scorso alla Stazione di Valmozzola, è stato ricordato l’eccidio di questi “ribelli” per la libertà,

VIDEO giornata del ricordo     TG RTA Videotaro del 21-3-17 (dal 11’20”)

fucilati dalla X Mas di Valerio Borghese per ritorsione a seguito dell’assalto al treno alla Stazione di Valmozzola di qualche giorno prima.

L’assalto al treno fu opera di gruppi armati Parmense-Ligure comandato dalle bande di “Betti” e quella di “Tullio” per prendere provviste alimentari e liberare tre giovani liguri condotti a Parma per essere processati in quanto renitenti alla leva.

Valmozzola assalto al treno ricostruzione storica Museo Mormorola

A seguito dello scontro a fuoco morirono il “Betti“, due comandanti della X Mas e altri militari. Tra gli oltre venti prigionieri, furono rilasciati tutti i militari tedeschi per paura di rappresaglie verso la popolazione, e parte degli italiani. Sei vennero trattenuti e poi inutilmente fucilati dal comandante spezzino Tullio. Erano della X Mas, della guardia Repubblicana e un carabiniere. Ne seguì poi una eclatante e vile vendetta da parte della X Mas sui ragazzi del monte Barca, anche se innocenti e completamente estranei ai fatti.

Valmozzola eccidio Orazione Mario Spezia

Nella piccola Chiesetta di Valmozzola Stazione, eretta nel 1954 dalla comunità del luogo, proprio vicino al prato dove sono stati fucilati i “ribelli” del Monte Barca”, è stata celebrata dal parroco di Borgotaro Don Angelo Busi, la Santa Messa in suffragio alle vittime.

Questi i loro nomi:  Angelo Trogu, Domenico Mosti, Giuseppe Tendola, Gino Parenti, Nino Gerini, Ubaldo Cheirasco, Mario Galeazzi e i russi Victor Belacoski e Michail Tartufian.

Toccante preghiera finale del “ribelle” di Barbara Zerbini, nipote del partigiano Pietro Gnecchi eroe della leggendaria battaglia del Lago Santo.

La preghiera del “Ribelle” di Teresio Olivelli martire partigiano

Citando la parabola di “Giuseppe venduto in Egitto dai suoi fratelli” Don Busi ha ricordato che il sentimento della violenza, che entra nell’uomo, genera solo guerra. Per uscirne occorre guardare sempre il passato per avere un presente migliore, affinché il sacrificio di chi si è “ribellato” per avere una patria libera, non rimanga vano.

Ininterrottamente  dal 17 marzo 1945, in questa collinetta alle spalle della Stazione viene ricordato il feroce eccidio. Nel 1954 viene depositata la targa ricordo, e nel 30° anniversario della liberazione il cippo in marmo.

Alla 73ma commemorazione, con deposizione di una corona di alloro  cippo in  al mezzo prato dell’eccidio, oltre a Claudio Alzapiedi Sindaco di Valmozzola erano presenti i Sindaci e i rappresentanti dei Comuni di Varano Melegari, Terenzo, Berceto, Borgotaro e Lerici. Le associazioni Partigiane Anpi-Alpi-Anpc di Parma, Apc di Valmozzola e Berceto, le Anpi di Collecchio, Lerici, Termo e Provinciale di La Spezia, Maurizio Carra del Museo della Resistenza di Mormorola, gli Alpini di Fornovo, e il Comandante la Stazione dei Carabinieri di Solignano.

Orazione ufficiale del segretario provinciale dei Partigiani Cristiani di Piacenza Mario Spezia, incentrata su coerenza, doveri e coesione sociale.

Quattro i partigiani presenti: tre di Parma, Valdo Faveri “Paulus” della 12ma Garibaldi, Renzo Novara “Fadiga” della II Brigata Julia, presidente dei Partigiani Cristiani, Aldo Berti “Patirai” della 31ma Garibaldi passato poi alla II Julia, e arrivato da Pignone Gino Sentieri “Tedesco”. Presente anche Alzapiedi staffetta partigiana di Noveglia.

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